Sigfrido Leschiutta (Politecnico di Torino)
L'arte della navigazione è una delle più vecchie dell'Umanità; per quanto riguarda metodi e strumenti è possibile ritracciarne la storia per almeno gli ultimi quattro millenni. Per quanto riguarda i metodi generali, niente é infatti cambiato sino a meno di trenta anni or sono: si é sempre navigato o fatta geografia o topografia con misure di angoli. Cambiavano ovviamente gli strumenti, ma sempre di angoli si trattava.
Tutto é cambiato invece negli ultimissimi anni: sestanti e quadranti e gli indispensabili cronometri, sono finiti nei negozi di antiquariato, assieme al “log” usati per calcolare le distanze percorse e nelle Accademie di Marina non si insegna più la Astronomia Nautica. Si fanno ora misure di distanza, di variazioni di distanza o di direzioni di provenienza di onde elettromagnetiche, e queste misurazioni vengono praticate usando orologi atomici: le nuove stelle sono costituite da speciali satelliti o, in certi casi, da galassie fuori del nostro sistema solare.
Da circa venti anni, navigazione, topografia, geodesia e geofisica sono basate su un sistema di Navigazione degli Stati Uniti, il Global Positioning System -GPS-, un analogo sistema russo, chiamato -GLONASS-, Global Navigation System, che verranno affiancati, nel 2008, da un analogo sistema europeo, chiamato GALILEO.
Verranno ricordate alcune vicende che hanno marcato questi sviluppi mentre si illustreranno sia i progressi tecnologici resi necessari, sia le implicazioni economiche e politiche del nuovi sistemi.